Appena arrivato in piazza stamane un vecchietto mi ferma ed inizia a narrarmi una storia, la storia più vecchia del mondo, la storia che poi è la cruda realtà di chi abbandonando la giovinezza si ritova a fare i conti con la vecchiaia.
Una lacrima inizia a liberarsi in quel volto pieno di rughe, la mano tremolante proviene da una rabbia infinitamente incolmabile, una rabbia scaturita dall’imposibiltà di alzare un dito, dalla non capacità di ribbellarsi contro quei porci di politici del cazzo.
Tenera la sua voce inizia a raccontarmi di una moglie morta anni fà, di una famiglia vittima dell’infelicità, e di un tetto che fra non molto crollerà, mille richieste fatte ad un sindaco incapace di ascoltare, mille richieste fatte a quegli strozzini di politici, e mille lacrive versate in quella stanza. Una bassissima pensione, a questo punto apre la giacca e mi mostra un foglio di carta della posta, 266 euro al mese.
La sua voglia di festeggiare con un semplice dolcino la domenica è uno dei mille sogni irrealizzabili, la gioia di dare una semplice caramella al bambino che abita vicino casa sua è semplicemente un’utopia, si un utopia irragiungibile in quanto con quei soldi deve paagare luce acqua e altre cose.
Piccolo e col bastone, anziano coi sui 75 anni mi accarezza il volto dicendomi, ecco ho realizzato un sogno, quello di accarezzare un ragazzo fingendo di essere un mio nipote, gli chiedo: Non ha nipoti lei? Lui mortificandosi e piangendo mi dice: “I miei nipoti non mi considerano perchè sanno che da morto non posso lasciargli nulla”, non possiedo niente se non chè una piccolissima pensione.
Gli chiedo di accarezzarmi nuovamente la guancia, e poi lo accompagno a cosa sua, sul suo comodino lascio quei 20 euro che mi aveva prestato mia madre, e con oregoglio adesso il bambino vicino casu sua conoscerà la felicità di ricevere una caramella, e l’anziano certamente avrà realizzato un suo sogno.
Impariamo nel nostro piccolo ad essere dei grandi, comunicando con la gente,con gli anziani soprattutto. Non si riceve nulla in cambio, solamente la buona parola di chi per 75 anni ha vissuto tra la povertà. Vi assicuro anche che quella parola detta da queste persone farà il giro del mondo, ed il tuo nome sarà diverso rispetto al nome di chi disprezzandoli regala odio e dolore.
Pino Pardo

Caro Pino complimenti per il tuo nuovo blog
Carino il nuovo blog