La pioggia non fà altro che rendere motona la giornata, la giornata che non vuol passar, la giornata un pò vilurenta, così vuota di speranza e così piena di pessimismo. Tutto è come al solito, le solite macchine pargheggiate di fronte la vecchia casa, la cosa dì nessuno, la casa di gente andata via, lontano, per rincorrere la fortuna, una casa da abbattere, una casa dalle mura ammuffite e dal volto sfigurato.
In piazza le due grandi chiese sembrano sempre più vanitose che mai, fanno a gara per vincere la grande sfida, una sfida nata decenni fà, e che ancora non vede morire quella banale causa generata dalla presunzione di essere la più bella, la più maestosa. Non hanno mai capito, forse, che entrambe conservano una loro bellezza, non avranno ancora capito, forse, che ognuna di loro rappresenta una storia differente ed un fascino personale. Le chiese che han visto passare sotto di esse chissà quanta gente, le chiese che han celebrato e coranato la morte di chissà quanti fedeli, le chiese che han celebrato matrimoni e battesimi, comunioni e cresime, le chiese che, con un pizzico di nostalgia, ricordano ancora il vecchio sagrestano che li accudiva, quello dalla barba lunga e dai consigli sempre saggi, quello che, con un indescrivibile passione, mostrava al mondo intero le loro bellezze ed i loro fascini cosi inenarrabili.
I santi di pietra minacciano, con i loro sguardi freddi e distanti, i non fedeli. Sembrano lanciare i loro “Giudizi Universali”. San pietro, così orgoglioso e vanitoso, mostra al mondo intero le chiavi della chiesa e del paradiso, chiavi che apriranno serrature mai cambiate. San Paolo invece mostra le sue due grandi forze, il libro che conserva il segreto di come accedere al regno del cielo e la spada. La spada che ha il compito di cacciare via i demoni, il libro che, se aperto, consentirà al prossimo lettore di varcare la grande soglia del paradiso. Due santi, questi, che non potrebbero mai separarsi, due santi che hanno un loro collegamento, due santi forse odiati dai grandi laici della piazza, quelli che discorrono, nelle sere più fredde, sull’esistenza del buon Dio, i grandi intellettuali che parlano della vita e del loro grande mistero, gli stessi che preferiscono accantonare sempre e comunque i veri problemi. I problemi che riguardano i giovani, i problemi della dispersione scolastina e dello smarrimento giovanile, si i grandi intellettuali, quelli che ogni sera uccidono un nuovo giovane con i loro assurdi discorsi, quelli che ritornando a casa di sera, si sentiranno sempre più soli e più deboli, soli perchè pensano che questo mondo non faccia per loro, deboli perchè non possiedono arma alcuna per abbattere quella debolezza e spiccare il volo verso orizzonti più vicini e utili.

I santi di pietra sono sempre li al solito posto…non si muovono,ti guardano…ma quando la gente gli parla non ti ascoltano,non si esprimono,ti lasciano li davanti a loro,e tu…perdi il tuo tempo!
ah comunque sono Flavia