Il domani delle giovani generazioni è sicuramente proiettato nei principi della legalità. Nel linguaggio politico per legalità s’intende un attributo e un requisito del potere, per cui si dice che un potere è legale o agisce legalmente o ha carattere della legalità, quando viene esercitato nell’ambito o in conformità delle leggi stabilite o comunque accettate. Questo è il significato che io, studente in scienze politiche, attribuisco a questa parola tanto discussa negli ultimi tempi. E gli altri? Qual è il significato dei miei coetanei? Per comprendere meglio in che cosa effettivamente identificano i giovani il termine legalità riporto i risultati di un sondaggio apparso in una nota rivista. Tali risultati hanno evidenziato che il giudizio sul comportamento illegale non è univoco tra i ragazzi, andando tra le violazioni del codice della strada, ai furti, allo spaccio e all’uso di droga. Un altro sorprendente risultato è stato il fatto che i giovani, rispecchiano il termine di legalità nelle rispettive figure dei due magistrati massacrati dalla mafia sicula. Vale a dire: Borsellino e Falcone. Si è quindi evidenziato una chiara identificazione tra mafia ed illegalità ad un riconoscimento inequivocabile, dal ruolo svolto da questi magistrati nella lotta alla mafia e quindi all’illegalità.
Oggi, parlare di legalità e di mafia, a distanza di così tanti anni dalla morte di Borsellino e Falcone, dovrebbe essere un processo alquanto semplice, ma in realtà, se provassimo a vedere con più attenzione lungo la cortina che avvolge questa tematica, ci accorgeremmo quanto invece sia denso il velo dell’ipocrisia e dell’ignoranza che ricopre un problema quasi ereditato dai nostri antenati. Discutendo con alcuni giovani in piazza, mi fanno presente che “Mafia o Illegalità”, non è solo uccidere o spacciare droga o più semplicemente commettere crimini. Mi spiegano, a chiare lettere, che esse, è più in definitiva una cultura radicata nelle menti e nei modi di fare di moltissimi giovani. Un atteggiamento virulento rivolto ad un nostro simile, solo per il gusto di apparire di fronte a questo superiore equivale ad un atteggiamento mafioso.
Ci accorgiamo di come, molti dei giovani, abbiano un quadro distorto di una realtà come la nostra, che tenta, giorno dopo giorno, ad allontanarsi un miglio da quella che è stata definita mafia o comportamento mafioso.
Il disprezzo rivolto alle autorità da parte della maggior parte dei giovani e l’omertà, di fronte ad alcune domande di giornalisti, c’è chi risponde con indifferenza e leggerezza, come se l’argomento fosse cosa da niente, che la mafia non esiste o che questa è cosa buona.
Quando ad un giovane gli viene chiesto un parere su tale argomento c’è lo concede ridendo sulla questione e prendendo un po’ in giro. Quando lo stesso giovane ci afferma che, la politica e le istituzioni, dovrebbero in primo luogo darci il buon esempio, non mi scandalizzo più di molto. E’ vero, la politica ne ha commesso di errori, molti sono stati i parlamenti che sui palchi facevano morale e poi sotto il banco rinnegavano quella morale per favorire i propri interessi tralasciando l’interesse pubblico che la politica dovrebbe garantire.
Quando un giovane appena diplomato fugge da questa nostra realtà, non dovremmo scandalizzarci, quando un giovane va alla ricerca del proprio futuro in altre terre, non dovremmo stupirci più di tanto.
Tengo in particolar modo a questa tematica. Mi duole il cuore quando sento queste parole uscire dalla bocca di giovanissimi. Ma agli stessi vorrei rispondere con delle parole che Borsellino ci concesse alcuni giorni dopo l’uccisione del suo collega: “Quando questi giovani cresceranno e diventeranno grandi, avranno più entusiasmo di quanto io e la mia generazione ne abbia potuto avere”.
Credo fermamente nei giovani, credo nelle loro abilità intellettive e creative, tutte qualità queste che , se messe insieme, potrebbero far nascere un processo capace di sradicare una cultura che non dovrebbe appartenere alla nostra società così moderna, credo fortemente che per favorire questi processi abbiamo bisogno delle infrastrutture che non debbano essere i convegni ma ben altro, qualcosa che possa equivalere a delle azioni, a dei movimenti.

Il domani delle giovani generazioni è sicuramente proiettato nei principi della legalità.
Il domani delle giovani generazioni è sicuramente proiettato all’indifferenza. Sarò cinica, ma, paradossalmente, credo che tutto questo recentissimo interesse per la legalità, o meglio, per l’”educazione alla legalità”, non porti altro che ad uno svuotamento del suo significato. Come una parola troppe volte ripetuta di cui si sia perso il senso. Un suono buono a riempirsi la bocca, come Falcone, come Borsellino. Nomi. E poi? E poi indifferenza mascherata da cinismo, tanto-non-serve-a-niente-tanto-non-cambia-niente. Forse lo stesso cinismo con cui scrivo io stessa. Ma tant’è.
Io credo nelle abilità intellettive e creative dei giovani, ma non nei giovani. Il mondo là fuori ti regala fin troppe cause per cui battere, per cui manifestare, per cui indignarsi, arrabbiarsi, entusiasmarsi. E allora al servizio di chi o di cosa devono essere le nostre abilità, la nostra creatività? A chi o cosa dedicare la nostra giovintezza? I più probabilmente preferiranno la quiete dell’occhio del ciclone ai venti dell’idealismo. Staranno lì al centro fermi in contemplazione del vortice, con la voglia di entrarci forse ma incapaci di fare un piccolo passo in avanti, incapace di farsi travolgere.
Una scelta che non sceglie, che forse è anche la mia oggi, e forse lo sarà ancora domani…per me, e per tanti, purtroppo, come me.
Ma al di là di questa disillusione-o-cinismo-o-pusillanimità-o-semplice-inettitudine resta il valore di parole come le tue. Sono sempre gli ideali e, perchè no, le utopie a fare la storia. Non si è mai fatta una rivoluzione con la rassegnazione o con le alzatine di spalle.
Affezionata Alessandra Parisi,
Intanto grazie per aver commentato il mio blog.
Non posso non dar ragione a queste tue parole, non posso fare altro che chinarmi di fronte a questa saggezza che con stupore ho scoperto nella tua persona.
L’indifferenza è un nemico che può essere sconfitto, è lo stesso nemico che cerco, con molti sacrifici, di cacciare via dai giovani ottenendo ottimi risultati. Una volta parlavo con le tue stesse parole, ero più cinico di te, odiovo tutti coloro che cercavano, con la propria morale da quattro soldi, di comprare consensi. Poi, un giorno, ho pensato di lavorare su questo terreno -per niente fertile- e mi sono reso conto di quanti erano i sassi da estrarre affinchè questo potesse essere prosperoso e abbondare di frutti. Legalità non vuole essere un suono, legalità vuole essere un impegno forte preso con molti giovani, un impegno che vede gli stessi giovani impegnati sullo stesso fronte. La strada da percorrere è molta ma abbiamo ottenuto già i primi risultati. Legalità è un principio da infondere nelle menti di tutti, e questo lo si può fare solo lavorando, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anche se i frutti son pochi. A differenza di quello che tu sostieni, nel nostro piccolo siamo riusciti a far cambiare qualcosa, siamo riusciti a smuovere le acque ferme che nascondevano molti cancri. L’impegno dei giovani e della loro voglia di cambiare è stata una fondamentale piazza da cui partire.
I giovani di cui ti parlo, sono giovani che stanno mettendo in pratica le loro abilità intellettive e creative in un quartiere difficile, in un quartire inizialmente ostile di fronte a noi, ma oggi possiamo dire di avere acceso la voglia di molti bambini, di molti adolescenti, di molte famiglie.
La nostra giovanizza, o meglio la mia giovinezza assieme a quella di molti altri ragazzi, la stiamo sfruttando per dei sani principi che col trascorrere del tempo produranno i propri frutti.
La rosa è viva e certamente dopo la neve fiorirà cara alessandra. Aiutaci anche tu a sciogliere questa coltre di neve che tanto incombe sulle coscienze e sulle dignità di molti giovani. Aiutaci a risvegliare la società da questo grande sonno. A niscemi sono in corso molte attività affinchè questo avvenga. Da amico posso solo consigliarti di non essere cinica, di favorire, assieme alla nostra associazione, quello che stiamo portanto avanti e quelle che sono le nostre iniziative. Pur essendo consapevoli che la dignità dell’uomo non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarseli, cerchiamo, giorno dopo giorno, di traformare questo mondo in un mondo più umano. Lo so, sembrano sogni o utopie, ma chi non ci dice che un altro sogno è possibile? Che un’altra utopia è realizzabile? Io ci credo e continuerò a sognare. Se un giorno dovesse trasformarsi in realtà questo grande sogno mi ricorderò l’ultilità delle tue parole, di queste parole che han generato in me più voglia di fare e di lottare, le stesse parole che spero tanto non restino tali ma che si trasformano anch’esse in realtà.